Nessuno è lasciato solo con Sapiens
Slider
PAL | DID | TITOLO D’ACQUISTO | PIP | VOUCHER | PSP | ACCREDITAMENTO | DOTE

Le Politiche Attive del Lavoro (PAL) sono tutte quelle azioni volte a facilitare l’inserimento o reinserimento lavorativo delle persone in cerca di un’occupazione.
Sapiens spa ritiene che aumentare l’occupabilità delle persone attraverso le PAL, soprattutto in un contesto storico come l’attuale, sia un’attività di primaria importanza.
Le persone alla ricerca di un'occupazione vengono sostenute attraverso la progettazione e la realizzazione di percorsi di accompagnamento.
Alle aziende che offrono un'opportunità di impiego viene fornita una consulenza sulle possibilità di riconoscimento di sgravi o incentivi correlati alle assunzioni.

Slider

Le Politiche Attive del Lavoro sono il punto di partenza e l’origine del nostro lavoro, si tratta di tutti gli interventi che si possono mettere in campo per aiutare una persona a diventare competitiva nel mercato del lavoro. Stiamo parlando di orientamento, di bilancio di competenze, di coaching, di formazione.

PAL

Terminologia usata in Regione Lombardia per indicare un importo economico che tutti i disoccupati hanno a disposizione per attivarsi ed utilizzare i servizi di Politiche Attive del Lavoro.

DOTE

Dichiarazione di Immediata Disponibilità è la prima cosa che una persona che cerca lavoro deve fare…ossia rendere evidente la sua disponibilità, per di più immediata…! La DID è un documento che può essere fatto in autonomia dalla persona o attraverso l’ausilio di un operatore accreditato come Sapiens.

DID

Piano di Intervento Personalizzato: dopo il Patto, il Piano all’interno del quale operatore e persona stabiliscono nel dettaglio il percorso da fare insieme.

PIP

Patto di Servizio Personalizzato: se le politiche attive hanno lo scopo di “attivare”, di far muovere una persona, di renderla autonoma è necessario fare “patti chiari” sin da subito tra operatore e persona, che vicendevolmente si impegnano in un percorso, fatto di azioni, tempi ed obiettivi.

PSP

Chi vuole operare nel campo delle PAL lo può fare a certe condizioni, non ci si può improvvisare…è necessario accreditarsi e dichiarare il possesso di requisiti legati alla struttura e soprattutto al personale che si occuperà di accompagnare le persone in un percorso di orientamento…Sapiens è accreditato in Lombardia ed in Trentino.

ACCREDITAMENTO

Terminologia usata nella provincia di Trento per individuare i servizi, per esempio coaching od orientamento, a cui ha diritto una persona disoccupata… quasi un buono spesa che può essere utilizzato in un ente accreditato.

TITOLO DI ACQUISTO/VOUCHER
Slider
CASE HISTORY... TUTTO VERO.
Slider

Sì ma quindi…mamma cosa fai quando vedi le persone che non lavorano?” “Parlo con loro e cerco di capire perché fanno fatica a trovare un lavoro nuovo” “Ma quindi ti pagano per parlare con loro?” “Ehm…sì…”. La perplessità è lecita, perché in effetti fare il mio lavoro non significa solo accompagnare nella ricerca di una nuova occupazione persone che mostrano difficoltà tecniche nella ricerca del lavoro o che non hanno tutte le competenze e le potenzialità per mettere in atto una proficua attività di ricerca, ma anche a persone la cui storia lavorativa e personale ha in qualche modo frenato o disincentivato il loro percorso di inserimento o reinserimento lavorativo.

Ricordo ad esempio il caso di una beneficiaria disoccupata da due anni e mezzo, dopo diversi anni di lavoro nella medesima azienda. Mamma di una bambina piccola e senza aiuti concreti, la lavoratrice si è dedicata alla famiglia senza cercare con motivazione una nuova occupazione.

Aveva semplicemente (ma tanto semplice poi non è!) bisogno di nuovi stimoli, per non rischiare di adagiarsi nella sua condizione. E allora che si fa? Innanzitutto ci si conosce e si cerca di capire al meglio tutto quello che una persona sa fare, si mettono in evidenza tutte le potenzialità (quelli bravi direbbero che si elabora un bilancio delle competenze) la si prende per mano e la si sprona a muoversi. Si procede a una mappatura delle realtà del territorio cui la beneficiaria può proporsi e si fissano una serie di traguardi ravvicinati e a portata di mano, i progressi aiutano l’umore di tutti e con l’umore migliora anche l’efficacia della ricerca. A volte ci vuole un po’ di pazienza, in questo caso, il lavoro si dimostra subito utile, la beneficiaria si dimostra sempre più proattiva, attenta, puntuale e via via sempre più dinamica.

Incoraggiata dal lavoro fatto e pienamente cosciente delle sue potenzialità, viene proposta per una selezione dalla filiale, che nel frattempo ha avuto modo di conoscerla meglio. Il colloquio si svolge con ottimi risultati e la beneficiaria ottiene un contratto via via prorogato, con buone possibilità di stabilizzazione.

Quando mi chiedono informazioni sul lavoro che svolgo, la mia risposta è: “Ascolto le persone che hanno necessità di trovare una nuova o prima occupazione, per poi aiutarle a riconoscere, migliorare e ottenere il miglior grado di efficienza dalle proprie capacità nella ricerca del lavoro”.

Ricordo con piacere l’incontro avuto con un giovane, che aveva appena conseguito il diploma di scuola superiore.
Un giorno si presentò in ufficio e chiese, timidamente, di trovargli un lavoro. La prima domanda che gli posi fu: “Quale lavoro cerchi?”. Lui semplicemente disse: “Boh!, Non so! Vanno bene tutti!”. Sorrisi e gli dissi: “Perfetto, allora sei nel posto giusto!”

Non aveva alcuna idea di quale lavoro cercare, era piuttosto disorientato e, all’apparenza, impaurito. Colsi subito l’occasione di proporgli di partecipare al programma di Politiche Attive del Lavoro, sviluppando insieme il percorso per poterlo aiutare nella sua ricerca.

Sin dal primo incontro notai la grande voglia di mettersi in gioco e di poter avere una possibilità di inserirsi nel mercato del lavoro. Fu un percorso impegnativo, ma ricco di soddisfazioni. Partecipò sempre a tutti gli appuntamenti, si dimostrò attento a tutti i consigli che gli fornivo. Inoltre individuammo dei corsi di formazione che gli permisero di acquisire alcune competenze di cui era carente.

Durante il percorso iniziò a lavorare in diverse realtà, sempre nel settore identificato e con il ruolo professionale riconosciuto. Oggi ha un contratto a lungo termine. Questo è il mio lavoro, questo è il vantaggio che le Politiche Attive del Lavoro propongono. Per me è un piacere fare il mio lavoro!

Per le persone è un’occasione in più, da non perdere!

Capita anche che persone valide, con un percorso di studi e di vita esemplare, persone che non sono mai state davvero ferme nella vita, che anche da studenti hanno sempre lavorato, fatichino a trovare occasioni vere e stimolanti di lavoro. E come si fa a non abbattersi e rallentare il ritmo? Anche in questi casi la prima cosa è iniziare a vedersi con costanza e in questi incontri capire la situazione generale. Il curriculum è compilato correttamente? Si può sempre migliorare e lo sistemiamo, ma non è male, non può esser quello il problema. La ricerca è fatta nel metodo corretto e con regolarità? Sì. La ricerca porta a qualche risultato concreto? Non si può dire di no…qualche colloquio viene proposto, ma sono sempre proposte oggettivamente poco appetibili. Lo sconforto sale.

Il mio ruolo allora diventa quello di incoraggiare, di valorizzare al meglio ogni piccolo passo che si fa. Parliamoci chiaro, ho davanti una persona davvero in gamba, che ha sempre dato il massimo, che improvvisamente si ferma…le si deve trovare un nuovo appiglio, stare ferma non è nel suo DNA.

Da cosa può sempre nascere cosa.

Hai uno spazio per reinventarti? Senza dimenticare ma nemmeno trascurare tutto quello che sai e che sei, come possiamo trovare nuove strade da percorrere? Il lavoro a volte è proprio quello di consentire alle persone di tirare fuori potenzialità che possiedono già, di far loro allargare lo sguardo a prospettive nuove. “Sì, mamma, ma poi cos’è successo?” “Giusto…”. La nuova prospettiva si è aperta, forse non sarà il lavoro della vita, ma è attiva, fa, si ricarica e cresce in un ambito nuovo.

Poi c’è il caso di un ragazzo preso in carico e subito collocato. Evidentemente un ragazzo in gamba e con un buon profilo. “Beh, allora mamma con lui non hai più niente da fare!”. In parte vero…finché però il contratto termina e lui inizia a cercare, o meglio, già sul finire dell’esperienza si lancia, si candida a mille offerte, si candida e ricandida. Praticamente perfetto, sulla carta. Lui non ha certamente bisogno di stimoli. Però iniziamo a sentirci…a volte le persone vanno smorzate…le candidature vanno fatte il più mirate possibili.

A volte poi è semplicemente bello sapere che quando termina un contratto non si è soli nella ricerca. Si lima la tecnica di candidatura, si migliora dove possibile, ci si mantiene in contatto, ci si fa conoscere meglio e si scoprono potenzialità e competenze che a volte un curriculum non sa raccontare. Si spiega che a volte ci vuole un pochino di pazienza, che bisogna evitare di pretendere dall’altra parte una solerzia simile alla propria nel dare rimandi su eventuali colloqui, a volte aspettare è più proficuo di fare. “Sì, però mamma non sei mai contenta!”…meno male che non ha aggiunto “…nemmeno sul lavoro”!

Si era decisa a consegnare il suo Titolo d’Acquisto a Vittoria di Sapiens perché ne aveva sentito parlare bene da conoscenti che avevano fatto un percorso di orientamento con lei…e poi una sua parente aveva trovato lavoro con Sapiens…che fosse di buon auspicio?

Dopo più di 30 anni di lavoro, e di lavoro come operaia, ora si trovava in mobilità per 3 anni e poi???

Aveva iniziato a cercarsi un’occupazione ancora come operaia (che altro poteva fare dopo 30 anni??), qualche CV qua e là, consegnato a mano senza troppa speranza… e intanto il tempo continuava a scorrere…la mobilità fino al 2017…ma il 2017 sarebbe arrivato in un soffio!

Allora tanto valeva provare anche questo, usare il proprio titolo d’Acquisto per farsi aiutare a reperire un’occupazione da un’esperta del mercato del lavoro.

Vittoria la riempiva di domande e lei rispondeva a suo modo: timida e sintetica e forse un pochino sulle sue…insomma un’operaia è un’operaia…fa l’operaia 8 ore al giorno, per tutti i giorni dell’anno, per tutti i giorni della sua vita finché fallimento non ci separi!

Ma Vittoria insiste con le sue domande, è gentile si intenda, ma insiste…insiste: ciò che sa, ciò che sa fare, come è, le sue risorse…Vittoria non vuole arrendersi alla paura che la attanaglia: la paura di un colloquio di lavoro, di un rifiuto.

Vittoria insiste: sostiene che cercare un lavoro sia un lavoro, che non si possa portare un CV qui ed uno là…ci sono delle tecniche, delle strategie…bisogna conoscere il proprio territorio, bisogna “mapparlo”, bisogna conoscere gli operatori specializzati, bisogna navigare in internet.

Vittoria insiste…ma sai che forse qualcosa di buono c’è davvero? Di capacità in 30 anni ne ha sviluppate e non poche…e sai una cosa? La paura si può sconfiggere preparandosi bene ad un colloquio, conoscendo l’azienda che ci selezionerà, avendo consapevolezza del proprio valore professionale.

Metodo, determinazione e convinzione…forse anche un pochino di sana speranza ed ottimismo…Vittoria non ha più bisogno di insistere.

PlayPause
ArrowArrow
Slider